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Jeff Bezos è uno degli uomini più ricchi al mondo. Beh, informazione poco sorprendente dato che stiamo parlando del fondatore e amministratore delegato di Amazon, l’Everything Store che vende beni per più di 136 miliardi di dollari all’anno e possiede un capitale di mercato di ben 457 miliardi di dollari.

Ma partiamo dal principio, prima ancora che Jeff Bezos diventasse “quel” Jeff Bezos.

I primi segni di genialità Jeff li dà fin dalla tenera età: a quattro anni smonta la sua culla con un cacciavite perché voleva dormire in un letto vero, costruisce una sveglia elettrica per impedire ai suoi fratelli più piccoli di entrare nella sua stanza, converte il garage dei genitori in un laboratorio per cimentarsi in progetti scientifici e passa le estati della sua infanzia a riparare mulini a vento e a castrare tori nel ranch dei nonni materni. Ed è stato proprio il nonno materno Gise – ex direttore regionale della US Atomic Energy Commission di Albuquerque –  a contribuire alle passioni intellettuali di Jeff, che ne sviluppa diverse nel settore dell’Informatica e dell’Ingegneria e le porterà avanti fino alla  laurea con lode (ovviamente!) presso l’Università di Princeton, per poi proseguire con un dottorato di ricerca in Informatica e Ingegneria Elettrica.

Finita l’università, Jeff rifiuta offerte di lavoro da Intel e da Bell Labs per unirsi alla start up Fitel che lascia poco dopo per iniziare un progetto – mai andato in porto – con Halsey Minor: CNET una startup che si proponeva di trasmettere notizie via fax. Dopo questa piccola parentesi, inizia a  lavorare per Bankers Trust e poi entra nell’hedge fund D.E. Shaw – in cui incontra l’attuale moglie MacKenzie – di cui diventa vicepresidente senior in soli 4 anni. Ottimo stipendio e carriera in ascesa ma Jeff è pronto a mettere tutto in discussione.

L’intuizione e la nascita di Amazon

Nel 1994 Bezos legge che il web è cresciuto del 2,300% in un solo anno e comprende le potenzialità infinite di questo mezzo. Stila 20 possibili prodotti da vendere online e la scelta cade sui libri. È così che nasce Amazon, che all’inizio si sarebbe dovuto chiamare MakeItSo.com, dalla battuta del capitano Jean Luc-Picard di Star Trek, serie televisiva di cui Jeff Bezos era ed è un grande fan.

Il nostro Digital Prophets capisce di voler privare a realizzare il suo progetto a costo di fallire. Quindi lascia il posto in D.E. Shaw  – nonostante il capo David E. Shaw cerca di persuaderlo a rimanere – e si dedica alla sua start up coinvolgendo la moglie Mackenzie. Volano in Texas e poi in auto fino a Seattle preparando il business plan sui sedili dell’auto e creando di fatto la società nel garage di casa, riscaldato solo da una vecchia stufa a ghisa (a quanto pare i garage portano sempre una grande fortuna, vedi Apple e Microsoft).

Nel primo mese di attività, Amazon vende libri in tutti i 50 stati americani e in 45 Paesi diversi e continua a crescere fino ad essere quotata in borsa il 15 maggio 1997. La società supera a testa alta anche il crack delle dot-com e finisce con l’essere battezzata Amazon.bomb dagli analisti.

Dopo il crack, le vendite continuano a salire fino a far diventare Amazon, l’Everything’s Store che oggi conosciamo. Non solo libri ma tutto, proprio tutto, persino servizi informatici cloud. E siccome non ci si ferma mai, Jeff Bezos continua a lavorare per migliorare il servizio di consegne. Come?Con l’utilizzo dei droni.

Ma che tipo di Boss è Jeff Bezos?A quanto pare è molto esigente e a volte piuttosto irascibile. Ha deciso di risolvere il problema assumendo un coach leadership per imparare a modulare i toni e diventare un capo migliore. Inoltre, ha creato una cultura aziendale votata al Less is More, se così si può dire. Benefit assolutamente ridotti all’osso, niente cibo o massaggi gratis, come invece avviene in altri grandi colossi del mondo tech. Assolutamente abolite le presentazioni Power Point. Questo potrebbe sembrare strano ma Bezos preferisce che le proposte del suo staff siano su documenti di sei pagine (non una di più) per incoraggiare il pensiero critico.

I viaggi spaziali di Blue Origin

Jeff Bezos ha realizzato un suo sogno da bambino: diventare imprenditore spaziale. Nel 2000 fonda Blue Origin, una delle prime società spaziali a lanciare con successo un razzo vettore riutilizzabile, anticipando un altro Digital Prophet: Elon Musk. La società è stata finanziata anche dalla NASA con 37 Milioni di dollari per portare avanti un programma commerciale che sviluppi concetti e tecnologie per future operazioni di volo spaziale umano.

Big G e il Washington Post

Lo sapevate che Jeff Bezos è stato uno dei primi investitori di Google?Ebbene sì, nel 1998 ha investito 250.000 dollari che gli sono valsi 3,3 milioni di azioni quando il colosso di Mountain View è stato messo sul mercato nel 2004. Ad oggi valgono 2,2 miliardi di dollari.

Un altro importante investimento lo ha fatto nell’agosto del 2013, acquistando per 250 milioni di dollari il Washington Post, il più antico e diffuso quotidiano di Washington.

Cosa fa un multimilionario come Jeff Bezos nel tempo libero?

Il multimilionario Jeff Bezos nel suo tempo libero dorme tanto. Già, il CEO di Amazon ha dichiarato che per lavorare bene bisogna riposare almeno otto ore a notte. C’è chi dice che abbia un sacco a pelo in ufficio per concedersi un pisolino nei giorni di lavoro più intenso.

Oltre a un bel riposo ristoratore, si dedica a un hobby costoso e un tantino di nicchia: recupera resti spaziali nell’oceano. Scandaglia i fondali oceanici con un sottomarino alla ricerca di propulsori. Ogni tanto porta con sé anche la sua famiglia e forse è proprio quest’ultima il suo hobby preferito. Passa con la moglie e i quattro figli adottivi moltissimo tempo, coinvolgendoli in tutti i suoi programmi folli, ma anche in totale relax nella proprietà di 5,35 acri sul lago Washington a Seattle o nella villa di sette camere da letto a Beverly Hills.